venerdì 24 marzo 2017

Gundam tra le Righe

Nell'era di internet e del digitale la carta stampata può sembrare obsoleta oltre che poco amica dell'ambiente, ma nei bei tempi andati le casse di risonanza che contribuirono al successo e la diffusione di Gundam tra appassionati e fans erano proprio costituite da una dinamica galassia di riviste e periodici.
Con questo articolo vi trascino nell'ideale viaggio che ha accompagnato Gundam, dalla sua nascita al suo comodo stazionamento, attraverso i decenni della sua appassionante storia, per illustrarvi il peso che ha avuto l'editoria di settore nella diffusione delle avventure del nostro Mobile Suit preferito, spesso e volentieri anche a prescindere di quanto mostrato sullo schermo televisivo.

Iniziamo dalla storica rivista mensile OUT (月刊OUT), fondata nel 1977 dall'editore Minoru Shobu, originariamente una rivista di sottocultura pop. Dal secondo fascicolo, proponendo un servizio dedicato alla popolarissima Corrazzata Yamato, ottenne un boom di vendite tale da convincere i redattori ad assestarsi sull'argomento anime a partire dal quarto fascicolo.
Come un pò tutte le riviste attive in quel periodo ci presentava il suo articoletto dedicato a Gundam con una certa regolarità, ma la rivista è famosa per noi gunota di qualità perchè in concomitanza con l'uscita del secondo lungometraggio di Gundam al cinema, rilasciava uno speciale mook destinato a entrare nella storia: si tratta di GUNDAM CENTURY, uno dei primi tentativi canonici di dare corpo all'universo gundamico attraverso spiegazioni e informazioni, nella cui stesura troviamo i protagonisti dello Studio Nue come Ken'ichi Matsuzaki, Kazutaya Miyatake e Shoji Kawamori, oltre che il coordinatore degli sceneggiatori della serie TV, Hiroyuki Hoshiyama.

Il primo fascicolo della Gundam Daijiten di Animec e GUNDAM CENTURY di OUT.

Se avete letto il manga parodico Gundam Sousei di Hideki Owada, non avete bisogno che vi introduca la rivista Animec (アニメック), altra testata storica dedita all'animazione giapponese.
La rivista nasce nel 1978 per la casa editrice Rapport, e il suo rapporto con Gundam è stato sempre speciale anche grazie ai privilegi che è riuscita a riservarsi dalla Sunrise, da cui ottenne il permesso di condividere in anteprima molti dei settei della serie TV; la Wikipedia giapponese ci ricorda di come, quando l'episodio 18 passò in sottotono a causa della trasmissione in TV del Koshien (sapete cos'è, no? Il mitico campionato di baseball scolastico dove si sfidano i licei finalisti di ogni prefettura!), Animec si prese la briga di fornire un riassunto dettagliato, con immagini e scene tratte dall'episodio per colmare l'eventuale vuoto.
Lo speciale, o meglio, gli speciali su Gundam della rivista iniziarono la loro pubblicazione nel Gennaio 1981, anticipando quindi di un mese la presentazione cinematografica del primo lungometraggio.
Parliamo dei Gundam Daijiten (機動戦士ガンダム大事典) che ripercorrono la serie TV episodio per episodio, con settei dettagliati, interviste ai creatori e veri e propri "dizionari" del mondo gundamico. Nel 1987 la rivista chiuderà i battenti, ma le "enciclopedie" continueranno la loro pubblicazione fino al 1996, come speciali della Rapport Deluxe.

Un'altra rivista fondata nel 1978, stavolta dalla Tokuma Shoten, ma che è ancora viva e vegeta, è Animage (アニメージュ).
Nel 1980 inaugurerà la fortunata tendenza di indire un sondaggio tra i lettori per scandagliare le preferenze del pubblico attraverso il suo "Anime Grand Prix". Naturalmente, i risultati della prima edizione vedono trionfare Gundam, che si aggiudica il podio per migliore serie, miglior episodio e miglior personaggio. Tra i suoi contenuti, Animage non si limita a foto e riassunti, ma si fa notare per i contributi originali di vari autori; tra questi apparirà anche Tomino che nel 1987 vi pubblicherà a puntate il suo romanzo gundamico High-Streamer, da cui poi verrà tratta la trama per il lungometraggio cinematografico Il Contrattacco di Char.

Lasciamo per un attimo le riviste d'animazione e spostiamoci in un altro campo che vede trionfare Gundam, ovvero quello del modellismo e dei plamo.

Una selezione di alcuni numeri di Mokei Jouhou. Potete vedere le MSV di Okawara in copertina.
Nel 1979 la Bandai inizia la pubblicazione di un pamphlet pubblicitario dove il contributo dei fans e creativi la fa da padrone, parliamo di Mokei Jouhou (模型情報). Inizialmente questa fanzine era rilasciata nel formato da lettera, in modo di essere agevolmente spedita agli interessati. Dal 1985 adotterà invece il classico formato B5, per venire poi definitivamente sovrascritta da B-CLUB, pubblicazione gemella ma con un ulteriore occhio di riguardo per il modellismo e le autoproduzioni di qualità.
Se avete già letto i miei precedenti articoli dedicati al contributo del merchanding per la crescita di Gundam e alle MS Girls avrete già inquadrato l'importanza di questa piccola, quanto fondamentale rivistina: consiste infatti in un punto di contatto diretto tra produttori e appassionati, e molte delle suggestioni intuite dai contributori, e in molti casi dai creativi stessi (pensate alle MSV di Okawara, per dirne una), vedranno poi realizzazione materiale attraverso i prodotti della Bandai, da sempre estremamente sensibile agli umori del pubblico.

Con una piroetta andiamo ad annusare che aria tira nelle riviste contenitore di manga, altra inestimabile ricchezza del sottobosco otaku. Sulla spinta del successo di Gundam, nel 1981 per l'inossidabile Kodansha vede la luce Comic Bom Bom (コミックボンボン). La rivista nasceva con l'intenzione di far concorrenza a CoroCoro Comics della Shogakukan, dedicandosi alle fasce più basse di pubblico che comprendeva i bambini delle elementari. Per garantirsi un buon inzio punta quindi su Gundam e i gunpla, presentando nel 1982 il manga originale Plamo Kyoshiro, dedicato al mondo del modellismo, che diventa subito un divertente fenomeno non solo tra i bambini.
Il target infantile non impedirà infatti alla rivista di pubblicare alcuni tra i più suggestivi contributi al mondo gundamico, come le side-stories di Kazuhisa Kondo; sia Plamo Kyoshiro che MS Senki presentano come minimo comun denominatore la partecipazione di Masaya Takahashi, gunota della prima ora, alla sceneggiatura.

Siamo in pieno "Boom dei Gunpla", che risulta in riviste del settore a fare da cassa di risonanza al fenomeno, contribuendo a foraggiarlo.
Model Graphix (モデルグラフィックス), storica rivista di modellismo nata nel 1984 per la Dai Nippon Kaiga, già nel 1985 dedicava customizzazioni e servizi a Z Gundam e le sue MSV inaugurando gli specialozzi Gundam WARS, ma nel 1986 fa il colpo grosso grazie a una collaborazione (apparentemente un pò sofferta, tanto che la pubblicazione inizierà con un anno di ritardo, nel 1987) con la Bandai, dando il via al leggendario progetto Gundam Sentinel. Qui ritroveremo Takahashi alla sceneggiatura, e un giovane di belle speranze, Hajime Katoki, alle prese con le illustrazioni.
Proponendosi come side-story dell'anime ZZ Gundam, trasmesso sulla TV nipponica in quel periodo, e sostanzialmente come pretesto per la Bandai di inaugurare la nuova linea di gunpla MSV della serie TV, si trasforma in un vero e proprio fenomeno di culto, anche a causa dell'hype generato dalla lunga gestazione del progetto, tant'è che per molti appassionati è considerata una "riscrittura ufficiale" degli eventi piuttosto bambineschi raccontati dalla serie TV canonica.

Il volume di Gundam WARS di Model Graphix dedicato a Gundam Wing.
L'originale fotonovela verrà raccolta in un volume unico dal suggestivo titolo Gundam Sentinel: The Battle of "Real" Gundam nel 1989, seguita da ulteriori rigurgiti creativi che avrebbero fatto sperare in un sequel del fortunato progetto; le collaborazioni con la rivista e il mondo gundamico continueranno però piuttosto regolarmente, e vedranno il contributo, tra gli altri, di Kazuhisa Kondo, Mika Akitaka e Hajime Katoki.

Nel 1985 vedrà la luce una nuova rivista di gundamica ispirazione, spinta dalla trasmissione televisiva di Z Gundam e dedicata al mondo dell'animazione e ai suoi creatori, Newtype (ニュータイプ), per la casa editrice Kadokawa Shoten.
Dai contenuti vari e svariati, con un occhio di riguardo ai protagonisti dell'industria degli anime, citiamo e ricordiamo questa poliedrica rivista perchè sulle sue pagine ha ospitato alcuni romanzi originali di stampo gundamico, primo su tutti Gaia Gear nel 1987, ambizioso progettino di Tomino ambientato in un ipotetico futuro Universal Century che vede come protagonista Afransia Char, clone genetico della Cometa Rossa. Sarà seguito da For The Barrel nel 2000, audacissima riscrittura del First Gundam ad opera di Gichi Ohtsuka con mecha design di Junji Ookubo.

Contributi originali e rubriche dedicate diventano le braci di una scoppiettante vita parallela del Mobile Suit Bianco, che oltre che in TV e nei negozi di giocattoli si sviluppa e cresce anche sulla carta stampata; è il caso della rubrica "Gunpla LOVE" di Seira Masuo, che dalle pagine dell'autorevole Hobby JAPAN (ホビージャパン) sollazza, ispira e condivide i suoi lavori con il pubblico di appassionati.
Ma Hobby JAPAN non è solo articoli e special features, compare infatti nella redazione dei fascicoli GUNDAM WEAPONS, che insieme a Gundam Secret Weapons della Dengeki Hobby Magazine è tra i più succulenti mix tra gunpla, canon anime e MSV.


I 6 fascicoli di Gundam Magazine raccolti nel "Complete Box" del 2006.
Nel frattempo anche la Kodansha provava a espandersi nell'effervescente mondo delle riviste gundamiche trasferendo in un nuovo progetto parte dello staff editoriale di Comic Bom Bom e Shonen Magazine, cavalcando la nuova ondata di hype scaturita dalla creazione di Gundam F91: nel 1990 vedrà la luce il primo numero di Gundam Magazine (ガンダムマガジン), rivista monotematica dedicata al mondo gundamico in tutte le sue sfaccettature, con articoli, approfondimenti e manga originali, esperimento dalla vita intensa ma breve, conclusasi con l'uscita del sesto fascicolo.

In concomitanza con il ventennale di Gundam la ASCII introduce la rivista speciale tributo G20: rilasciata in 9 fascicoli dal 1998 al 2000, è un fantastico mix di informazioni ufficiali, curiosità e deliri dei fans che comprende tutto quello che un appassionato avrebbe amato sapere su Gundam, dalle interviste dei creatori originali alle guide su giri turistici a tema.

La collezione completa del "Gundam Tribute" G20.

Dopo l'esperienza con Gundam Magazine la Kodansha ci riproverà e nel 2001 darà fuoco alle polveri con il primo numero della fortunata testata Gundam ACE (ガンダムエース), raccoglitore di info, curiosità e manga originali: ad aprire le danze sarà il grande Yoshikazu "Yas" Yasuhiko in collaborazione con Kunio Okawara con il suo manga Gundam THE ORIGIN, riscrittura e ampliamento del First Gundam storico.

Con l'arrivo del venticinquesimo anniversario, nel 2004 sempre la Kodansha inaugurava la serie di speciali monografici GUNDAM HISTORICA (ガンダム ヒストリカ), dedicati sia al First Gundam che al suo sequel, Zeta Gundam; i fascicoli includono immagini, articoli ed approfondimenti sul mondo gundamico ampliandolo con aneddoti e curiosità.
Altro interessante esperimento in questo senso è costituito dalla serie Gundam Fact Files, edita dalla De Agostini tra il 2004 e il 2007 per il mercato giapponese, considerata tra le risorse più autorevoli di informazioni canoniche sulle varie sfaccettature della serie TV; questa esperienza darà il via ad altri progetti editoriali e nutrite recollection, tra cui ricordiamo, per i mecha-maniaci che ci leggono, Gundam Perfect File: Mechanical Illustrations, volumi monografici dedicati a ogni mecha rilevante delle varie serie TV ed universi.

Da questa veloce carrellata fatta di pamphlet, fascicoli, mook e speciali potete farvi un'idea su quanto capillare, vario e lungimirante sia stato il contributo cartaceo più o meno ufficiale nel foraggiare creatività e fantasia degli appassionati, fornendo una piattaforma di consumo e fruizione, quella della carta stampata, che anche nella sciagurata epoca della digitalizzazione ci mostra tutto il suo inalterato fascino e prezioso apporto.

lunedì 13 marzo 2017

DATA COLLECTION ⑯ G Gundam

I Data Collection sono volumetti enciclopedici editi in Giappone, curati dalla Dengeki Comics e dedicati alle varie serie gundamiche, che raccolgono dati sui mecha, personaggi, cronologie e altro materiale informativo considerato canon.
Nel 2002 la Tokyopop, casa editrice americana, ne acquistò i diritti riuscendo a rilasciarne qualcuno con la dicitura "Technical Manual" prima di finire in bancarotta per poi, uscendone fortemente ristrutturata, interromperne la distribuzione.

In questa rubrica condividiamo le parti "succulente" dei Data Collection in nostro possesso di cui siamo riusciti ad ottenere una traduzione, anche nella speranza che la visibilità di questa iniziativa invogli i conoscitori di nipponico idioma che capitano su queste pagine a collaborare per ulteriori, future traduzioni e condivisioni 🙂


Titolo Originale: データコレクション ⑯ 機動武闘伝Gガンダム
Casa Editrice: Media Works
Anno di Pubblicazione: 2000
Formato: B6
Pagine: 96

→ Storia dello Sviluppo dei Mobile Fighters
→ Storia del Gundam Fight


Storia dello Sviluppo dei Mobile Fighters

DA MOBILE SUITS A MOBILE FIGHTERS

I MF ("Mobile Fighters") sono Gundam sviluppati con l'unico obiettivo di prendere parte al Gundam Fight.
Il MF di una Colonia è l'unico rappresentante nel torneo e fornisce un'idea del progresso tecnologico di quella nazione nei quattro anni che passano tra un torneo e l'altro.
Tutta la tecnologia più avanzata immaginabile è incorporata nel MF, e solo i migliori piloti che si sono distinti come maestri di arti marziali, combattenti o atleti meritevoli posso fregiarsi del titolo di "Gundam Fighters".

Lo sviluppo dei MF è iniziato con la nascita dei macchinari industriali utilizzati per ottimizzare il compito dei lavoratori impegnati della produzione.
Con l'avanzare della tecnologia, le applicazioni militari diedero vita alla nascita dei Mobile Suits, sempre più fondamentali sullo scacchiere bellico con l'acuirsi dei conflitti. L'impiego di queste formidabili macchine da guerra, ovviamente, servì solo a inasprire ulteriormente gli animi, aumentando la quantità e ferocia degli scontri.

Nell'anno FC 2, scoppiò un conflitto tale da trascinare ogni nazione in una guerra senza esclusione di colpi per la supremazia.
Ogni stato costruiva i propri Mobile Suits da impiegare sul campo di battaglia, mettendo in gioco anche il proprio orgoglio nazionale. La guerra si concluse con l'istituzione di un torneo per decidere a quale nazione spettasse il governo della Sfera Terrestre per quattro anni. Questo torneo fu chiamato "Gundam Fight"; fu quindi deciso di comune accordo che si sarebbe svolto ogni quattro anni e che spettasse alle Colonie selezionare un unico pilota per la propria nazione d'appartenenza.

Nessun maggior conflitto scoppiò durante la proclamazione del torneo, e i vecchi MS furono utilizzati per meri scopi difensivi all'interno delle rispettive Colonie.
Le nazioni impiegarono prontamente le proprie risorse per lo sviluppo di un unico, singolo Mobile Suit. Questo portò alla nascita di uno dei sistemi di controllo più evoluti nella storia dei Mobile Suits: fu infatti sviluppato un'avanzata console in grado di riprodurre ogni singolo movimento del pilota dandogli completo controllo sul MF senza la necessità di complesse procedure manuali.
Questo sofisticato sistema operativo è noto come "Mobile Trace System" (MTS).


Il termine "Gundam" nasce dal materiale utilizzato per la costruzione dell'unità.
La lega Gundanium è infatti un particolare tipo di titanio naturalmente arricchito da composti super-ceramici. Questo materiale, noto anche come "Titanio Lunare", si trova solo sulla Luna ed è caratterizzato da leggerezza e straordinaria resistenza e durabilità.

Nell'anno del 13° Gundam Fight, quasi mezzo secolo è passato dall'instaurazione di questo sistema elettivo, ed ogni Colonia continua a utilizzare le ultime tecnologie da incorporare nel suo MF.
Molte di queste unità quindi, sono dotate di tecnologie sperimentali testate per la prima volta, il che le rende poco più che prototipi pilotati da persone considerate alla stregua di cavie.

In questo senso, i sistemi più interessanti visti durante questa edizione del torneo sono quelli ultilizzati dalle colonie di Neo-Japan e Neo-Sweden.
Per Neo-Japan, il dottor Mikamura ha sviluppato un nuovo sistema che può incanalare le emozioni umane all'interno del MF incrementando le sue specifiche di combattimento durante l'accendersi della battaglia.
Per Neo-Sweden, invece, il Nobell Gundam è stato equipaggiato con un Berserker System che invia uno stimolo elettromagnetico direttamente al sistema nervoso del pilota rendendolo furioso. Il sistema è in grado di aumentare l'efficienza del MF raggiungendo un 120% di potenziale combattivo. Nonostante questo sistema si riveli particolarmente efficacie, ignorando le emozioni e il libero arbitrio del pilota, il suo utilizzo è fonte di gravi contestazioni.


Storia del Gundam Fight

LA STRADA VERSO IL GUNDAM FIGHT

Mezzo secolo fa, le persone abbandonarono la Terra per trasferirsi nello spazio.
A causa della capacità limitata delle colonie spaziali, questi nuovi abitanti appartenevano alle classi abbienti o di alto profilo, come politici, uomini d'affari e scienziati.
Questa nuova era di insediamento spaziale segnò l'inizio del "Future Century" (FC).

Le classi medio-basse recluse sulla Terra furono abbandonate a loro stesse su un pianeta caratterizzato da una situazione pericolosamente instabile.
I cittadini furono costretti a seguire leggi emanate da una classe dirigente assente, il che portò allo scoppio di innumerevoli conflitti e contestazioni.

Incapaci di risolvere le proprie dispute, un'ennesma guerra mondiale scoppiò nel FC 2, ignorata dalle Colonie finchè i suoi semi iniziarono a spargersi anche nello spazio. A quel punto, le Colonie si unirono per dare vita alla Federazione delle Colonie, e la Federazione lanciò un'offensiva terrestre avvalendosi dell'uso dei Mobile Suits per sedare le rivolte.

Entro due anni la guerra si concluse, e la Terra si ritrovò sotto l'autorità della Federazione, tuttavia ulteriori tensioni si svilupparono per decidere chi all'interno della Federazione dovesse governarla.
L'impressione generale fu che un nuovo conflitto fosse all'orizzonte, ma a quel punto E.C. Ducer, temendo una nuova guerra, propose l'idea di una serie di duelli da svolgersi ogni quattro anni tra singoli rappresentanti di ogni nazione per decidere a chi spettasse il governo della Terra.
Inizialmente il suggerimento fu ignorato a causa della natura inortodossa del piano, ma l'idea piacque alla popolazione, stremata dai continui e sanguinosi conflitti, e presto la Federazione fu costretta ad adottare l'idea. Nacque così il "Gundam Fight".

Il primo Gundam Fight ebbe luogo nel FC 8.
Fu formato il Comitato Internazionale del Gundam Fight per creare un set di regole per il torneo. Questo regolamento è noto come "I Sette Articoli del Trattato Internazionale sul Gundam Fight".

I Sette Articoli recitano così:
1. Un Gundam cui viene distrutta la testa è squalificato.
2. E' vietato attaccare il cockpit dell'avversario.
3. Fighters danneggiati in ogni parte del corpo fuorchè la testa, possono riparare i danni subiti illimitatamente durante il torneo e continuare il combattimento.
4. I Gundam Fighters devono proteggere sempre l'integrità del proprio Gundam.
5. Tutti i combattimenti devono essere uno contro uno.
6. I Gundam Fighters non devono macchiare l'onore e la dignità della nazione che rappresentano.
7. Il Ring teatro di ogni combattimento è il pianeta Terra.

Supplemento all'articolo 1: la morte o il ferimento di un pilota causato involontariamente durante un combattimento non è legalmente punibile.
Supplemento all'articolo 7: i Gundam Fighters non saranno puniti se il loro combattimento causerà distruzione di edifici pubblici o privati durante la competizione.
Oltre a questo regolamento esistono poi una serie di regole di base che conoscono tutti i Mobile Fighters, e riguardano le procedure del torneo.
La prima riguarda il torneo stesso, che si tiene ogni quattro anni.
La nazione del Gundam vincitore ha diritto a governare la Federazione fino al prossimo torneo.
I primi undici mesi del Gundam Fight sono designati come preliminari, dove solo i MF sopravvissuti accedono alle semi-finali e le finali, ospitate nella nazione vincitrice della precedente edizione.
Il Gundam vincitore inoltre, viene fregiato del titolo "Il Gundam dei Gundam".

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CRONACA DEL GUNDAM FIGHT

Per l'anno FC 60, il 13° Gundam Fight era prossimo all'inizio e il torneo si era trasformato in un'onorata tradizione.
Osservando le edizioni passate, è palese come i Fights fossero molto diversi dalle guerre, essendo veri e propri tornei di arti marziali che utilizzavano sofisticate macchine da combattimento.
Queste macchine erano realizzate per massimizzare due componenti: le abilità del pilota e il progresso tecnologico della Colonia. Vincendo sfruttando questi due principi, si dimostrava che i governatori della Colonia erano in grado di guidare le altre nazioni per i quattro anni a venire.

Grazie agli sviluppi del MTS, anche ai piloti che non erano in grado di pilotare Mobile Suits veniva garantita la possibilità di vincere grazie alle loro capacità combattive individuali. Il valore tattico del sistema fu provato proprio durante il 1° Gundam Fight, che vide trionfare il greco Heroda Dionysus a bordo del suo Vulcan Gundam.

Anche dopo quasi mezzo secolo, la vittoria di Heroda è ancora ricordata dagli abitanti di Neo-Greece.
La sua vittoria aiutò a definire la natura del Gundam Fight, trasformandolo in un vero e proprio torneo di arti marziali pervaso di spirito olimpico. Infatti, il Gundam Fight presto si trasformò nel palcoscenico in cui ogni combattente desiderava mettere alla prova le sue abilità.
Nonostante la sportività insita nel torneo, tuttavia, i combattimenti erano particolarmente feroci, e la morte dei Fighters coinvolti spesso era all'ordine del giorno.

Una delle più grandi tragedie avvenì durante il 4° Gundam Fight.
Il Fighter di Neo-Egypt, Dahal Muhammad, morì quando il suo Mobile Fighter esplose durante lo scontro con Sai Feilong di Neo-China. Feilong divenne il vincitore della 4° edizione del torneo, ma questo non cancellò la memoria del fiero Fighter egiziano che perse la vita.
Queste prime edizioni del Gundam Fight mostrarono come i praticanti di arti marziali fossero in grado di tenere a bada anche Fighters muniti di armi bianche.

Il 9°, 10° e 11° Gundam Fight videro Gentle Chapman conquistare tre volte di seguito il titolo di campione per Neo-England.
Chapman era un esperto cecchino, e i suoi Gundam erano dotati di accurati fucili ai raggi.
Queste armi stupirono molti dei concorrenti, che spinsero gli sviluppatori a puntare sulle armi ai raggi, sulla base del MF di Neo-England.

Veniva quindi posta l'arduo dilemma: prediligere il combattimento corpo a corpo o l'utilizzo di armi? Le vittorie consecutive di Gentle Chapman spinsero un gruppo di artisti marziali ad esigere che le armi fossero bandite dal torneo perchè fornivano un decisivo vantaggio rispetto a un certo tipo di combattenti. Tuttavia, l'uso di spade e fucili fu giudicato parte dello stile di combattimento di varie culture, quindi le proteste furono ignorate. Nessuna restrizione fu imposta sull'utilizzo di armi durante il torneo.

Una delle ragioni per cui le armi non furono mai bandite fu attribuita alla vittoria di Master Asia durante il 12° Gundam Fight. Master Asia dava l'impressione che il combattimento corpo a corpo fosse il tipo di combattimento migliore e potesse trionfare con facilità anche sull'utilizzo di armi. In realtà, le capacità di Master Asia erano talmente superiori rispetto a quelle dei combattenti di quel periodo che lo straordinario atleta li sbaragliò grazie ad esse, e non necessariamente perchè il combattimento a corpo libero fosse superiore agli altri stili di combattimento.

Il 13° Gundam Fight godette di uno dei più grandi raduni di combattenti esperti, con molti spettatori convinti che sarebbe stato ricordato come uno dei migliori tornei di sempre.
Alla fine però, il 13° Gundam Fight non fu ricordato per la qualità dei suoi combattimenti ma per l'emergenza scaturità dalla manifestazione del terribile Devil Gundam che infettò numerosi Mobile Fighters con le mostruose DG Cells.

Alcune fonti provano come il Devil Gundam fosse stato creato da Neo-Japan, e il suo pilota Domon Kasshu fosse stato gravato dalla missione di distruggere l'unità prima che il torneo fosse concluso. Si dice che addirittura i membri dell'Alleanza Shuffle, di cui anche Master Asia faceva parte, avessero sacrificato le proprie vite per salvare quattro Fighters dalla minaccia delle DG Cells.

Ma a prescindere dai rapporti non confermati molti combattimenti furono decisamente degni di nota durante il torneo, tra cui ricordiamo quello tra il God Gundam di Domon Kasshu di Neo-Japan e il Master Gundam di Master Asia per Neo-Hong Kong.
Il combattimento mise l'uno contro l'altro il nuovo e il vecchio "King of Hearts" in una feroce battaglia che vide Domon trionfare sul suo maestro.

Il 13° Gundam Fight fu interrotto dalla comparsa del Devil Gundam. La bestia occupò la colonia Neo-Japan dirigendosi verso la Terra con l'intento di portare alla sua conclusione il genere umano. Solo grazie al valore di Domon Kasshu unito alla spontanea alleanza dei Mobile Fighters si riuscì a distruggere la colossale minaccia del Devil Gundam.

venerdì 10 marzo 2017

GUNDAM SCHOOL ⑪ Femme Terrible

Prendendo ispirazione dall'omonima rubrica informativa di Gundam.info a cura di Ema Baba, GUNDAM SCHOOL è una sezioncina dove mi diverto a prendere in considerazione gli stilemi di Gundam introdotti nell'UC e in seguito sviluppati nell'Universo Espanso per vederne insieme l'evoluzione negli anni!
Potete trovare i precenti capitoli a questo link!

Nell'universo dei personaggi gundamici femminili, tra eroine mancate, compagne di classe insoddisfatte e vittime sacrificali, una categoria interessante è certamente costituita dalle cosidette "Donne Terribili", personaggi che spiccano per la loro dannosa autostima, a cui spesso è garantita una tragica compensazione... Ma non sempre!

L'idea di un personaggio femminile negativo, ma dotato di una certa tridimensionalità, anche qui, non è un'invenzione di Gundam, ma di certo l'evoluzione di questo stock character ha raggiunto toni originali e inaspettati proprio nell'universo gundamico.
Dalle fiabe classiche popolate di regine cattive, matrigne e streghe fino ad arrivare alle crudeli "generalesse" delle serie robotiche "ortodosse" infatti, questo genere di personaggio ha sempre goduto di una certa fortuna, ispirandosi all'estremizzazione negativa di caratteristiche solitamente associate al genere femminile, come la bellezza, l'amore o la maternità.

martedì 28 febbraio 2017

GUNDAM SCHOOL ⑩ L'Antagonista Mascherato

Prendendo ispirazione dall'omonima rubrica informativa di Gundam.info a cura di Ema Baba, GUNDAM SCHOOL è una sezioncina dove mi diverto a prendere in considerazione gli stilemi di Gundam introdotti nell'UC e in seguito sviluppati nell'Universo Espanso per vederne insieme l'evoluzione negli anni!
Potete trovare i precenti capitoli a questo link!

Spesso si dice che un protagonista non è nulla se non gli viene affiancato un antagonista ugualmente incisivo... Conosciamo l'antagonista gundamico per eccellenza, allora, l'"Uomo Mascherato"!

Non è ben chiaro come Tomino, Yas o chi per loro creò il personaggio di Char Aznable, un rivale affascinante e dotato con un'agenda segreta di vendetta e tradimenti, ma di certo è stato un colpo di genio.
Il suo fattore di interesse e sorpresa più forte risiede certamente nella maschera, che aumenta l'aura di mistero intorno al personaggio. Stereotipicamente parlando, ricorrere a un antagonista mascherato non è una novità: pensate ad esempio al Kloppen di Daltanias coi suoi blandi riferimenti al romanzo La Maschera di Ferro, o al cattivissimo quanto tormentatissimo Erik de Il Fantasma dell'Opera.

mercoledì 22 febbraio 2017

La Ragazza che Cadde

Ragazzi, avete guardato il calendario..? Eh, sì, è già passato un anno dalla creazione di Gundamverse!
Per questa ragione ho ben pensato di porgervi un regalino di compleanno (Hey... Ma non dovrebbe essere il contrario?!), presentandovi questa scanlation del primo capitolo di Gundam ALIVE, un divertente progettino della rivista Comic Bom Bom, inaugurato nel 2006 su un fascicolo speciale in allegato alla rivista, l'ormai rarissimo Gundam Magazine.

Si tratta di una serie leggera e divertente, che pur non brillando per originalità forma un legame molto simpatetico col lettore-- Chi non vorrebbe trovarsi al posto di Tokio, in effetti?!
Ma bando alle ciance... Vi lascio alla lettura!
Scaricate: EPISODIO 1: La Ragazza che Cadde

PS: Come sempre, ringrazio ancora una volta Massimiliano che è riuscito non solo a procurarmi i raws di questo capitolo, ma anche il file con la traduzione in inglese ad opera di un utente di /m/ di 4chan... SENZA PAROLE, DAVVERO.

martedì 21 febbraio 2017

Gundam Shopping a Hong Kong!

Quindi, trovandomi a Hong Kong ed avendo sentito storie dal sapore di leggenda riguardo lo shopping gundamico in quelle esotiche lande, vi pare che almeno una giornata non l'abbia dedicata al sondaggio dei vari negozietti in zona?!
Partendo quindi da questo fondamentale articolo come guida, ecco il mio personale vadevecum focalizzato sui negozi che ho trovato più forniti, interessanti e divertenti da visitare!

Una nota: le fermate della metro di questi negozi si trovano tutti sulla linea rossa della MTR Tsuen Wan. Vi segnalo le fermate vicino ad ogni shop, ma nell'area di Mong Kok potete raggiungere tranquillamente tutti gli altri negozi a piedi, si trovano infatti quasi tutti racchiusi (anche quelli di cui non vi parlo, ma che cita CrazyPipo nel suo articolo) tra la stazione del treno e la strada principale, come da tradizione nipponica.

lunedì 20 febbraio 2017

La Mitologia Norrena nelle Seven Stars

Ragazzi, scusate se recentemente ho preso il via con Iron-Blooded Orphans, ma sui social capitano queste discussioni che poi mi è davvero difficile non condividere. Si parlava infatti sul gruppo di Gundam Universe col buon Stefano degli eventuali riferimenti alla mitologia norrena nella suggestiva araldica delle casate che costituiscono le Seven Stars, e ne è uscito questo articoletto.

Iniziamo con un pò di "storia". Le Seven Stars sono le casate che possiedono il cosidetto "Ordine della Stella". Questo Ordine veniva assegnato per ogni Mobile Armor distrutta durante la Calamity War. Tra le varie nobili famiglie che costituiscono il Gjallarhorn, quindi, queste sette si sono distinte per i loro incredibili meriti militari, in un tempo che fu.

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